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Archive for gennaio 2009

Con nolocausto si indica il periodo leggendario, in cui grazie ad abilità e saggezza, l’uomo è riuscito ad estirpare tutti i batteri dalle camerette dei bambini ebrei.
Non si smette mai di imparare.

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Gf: Grandi Figurette

Prova di cultura: Quanti sono i discepoli?
Vittorio: «Sono dodici  e hanno scritto i dodici vangeli».
Daniela: «I vangeli sono quattro»
Vittorio: «Sono quattro ma poi ci stanno il secondo Paolo,
secondo Pietro, secondo Giovanni…»

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zuma2

Era scritto nella sua storia. Veterano della lotta contro l’apartheid,
per anni in carcere con Nelson Mandela, vice e
delfino di Thabo Mbeki, poi, sui acerrimo nemico,
Jacob Zuma oggi è a un passo dal ricoprire la carica
di presidente del Sudafrica.
È una diffusa legge della storia politica: lo scandalo giudiziario.
Quattro anni fa, prima venne accusato di corruzione, poi, di stupro ai danni di una donna sieropositiva.
È un’intrigante contraddizione della storia: nel 2005 tutti i giornali del Paese titolavano:“Jacob Zuma è politicamente morto”.
È una storia amara che si ripete: il tribunale lo ha prosciolto
entrambe le volte. Il suo partito, a proposito dell’accusa di corruzione, aveva annunciato che non era “nell’interesse del paese che l’inchiesta proseguisse”.
È la storia che lo insegna: la politica è comunicazione.
Popolare e populista, Zuma sa far amare i suoi eccessi.
Ai sudafricani piace che abbia 17 figli da 11 donne diverse.
Forse non ricordano il caso della moglie Kate.
Quella che si uccise lasciando un biglietto con scritto : “24 anni di inferno”.
Al suo fianco.

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Come cambia la città, come cambiano i navigli, come cambiano le attività. Servizio realizzato insieme a Marika Dell’Acqua, Francesca Pelucchi e Iacopo Guglielmo Radaelli.

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pregnant_woman1Che a noi donne toccasse portare il fardello del parto
con dolore, lo disse già qualcuno in tempi non sospetti.
Qualcuno difficile da smentire, ma non impossibile.
Lo dimostra il fatto che, in Italia, il ricorso al parto
cesareo è un fenomeno in crescita. Il caso della clinica
Mater Dei, in cui quasi 9 bambini su 10 nascono in sala operatoria, ne è un esempio lampante.
Aldilà delle statistiche, è interessante scoprire che,
nella struttura romana, il ricorso alla chirurgia aumenta
soprattutto perché a suggerirlo sono i medici stessi,
timorosi delle ripercussioni legali che possono derivare
dalle complicanze del parto naturale.
Se è vero che l’abuso della denuncia influisce
sull’atteggiamento dei medici, è altrettanto vero
che la deontologia impone
loro di agire nell’interesse del paziente.
Il solo timore del rischio personale non può privare le
donne di quel fardello, che altro non è che il più intenso
orgasmo della vita.

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Era una mattina di autunno quando, nell’etere incantato del regno di Raiot, scoppiò la guerra di successione. Le due fazioni dei potenti collaboratori del re, da secoli in pace, si contesero la scelta del
guardiano, a cui spettava controllare che nessuno, suddito o padrone, osasse dir male del regno.
Si narra che per tradizione, a nominare il controllor della parola,
dovesse essere il gruppo meno numeroso.
Quel giorno, i Questori Morali erano in minoranza rispetto ai
Paladini neri. Toccò quindi ai primi, guidati dal cantastorie Doppiavù,
fare un nome: fu quello di Orlando, impavido condottiero.
Ma i Paladini Neri si opposero: non vedevano di buon occhio il suo scudiero, Tonino, che una volta sorprese alcuni loro amici con
le mani in un cesto di mele altrui e non seppe tenere la bocca chiusa.
Fu così che le donne, il Cavalier e i suoi promiscui amori dichiararono battaglia ai Questori. E Raiot conobbe il male, la meschinità
della strategia bellica, i tradimenti: Orlando, furioso, andò dai suoi, sguainò la spada e, tremante, chiese: “Chi è con me?”.
Gli amici alzarono le mani. Lui li contò. Ne mancavano due.
La lotta era impari ma il dottor Vinavillari non sapeva
con chi schierarsi.  Decise allora che sarebbe stato lui a salvare
la sorte di dialoghi e libertà. Nel momento di maggior efferatezza,
approfittò della distrazione dei combattenti per ipnotizzarli con un sortilegio. Era un epatologo, ma non appena si incollò alla poltrona,
venne il mal di fegato a tutti.
Presto impose la sua autorità. Si nominò presidente del consiglio dei guardiani, di cui era l’unico componente. Iniziò a farsi domande,
a darsi una volta ragione, un’altra torto. Impazzì.
Un giorno Tonino incontrò il Cavaliere. Bastò uno sguardo
per capire quanto male aveva causato la loro ostinazione,
per avere la conferma di essersi segretamente intesi.
Ci vollero giorni prima che la colla cedesse alla forza dei due
e Vinavillari  fosse scagliato fuori dall’etere con tutta la poltrona.
Ogni favola ha il suo lieto fine.
È nella realtà che sono Zavoli amari.

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Reportage fotografico sui mercati popolari a Palermo. Sulla loro storia, le loro tradizioni. Quelle che pian piano scompaiono e quelle che restisono. Ancora oggi. Realizzato da me insieme al mio compagno e amico Manfredi Lamartina

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