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Archive for the ‘Costume – Curiosità’ Category

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Che le temperature di questi ultimi giorni, specie a Roma e Perugia, siano al di sopra della media del periodo non è certo un’invenzione. Sabato in alcune città si supereranno addirittra i 30 gradi. Ma si tratta davvero di un record, o, ad alzare la temperatura contribuisce la nostra tendenza a reagire al primo caldo agitando lo spauracchio di un termometro impazzito?

Guido Guidi, tenente colonnello del servizio meterologico dell’areonautica:

“Innanzitutto, non si tratta di un record, nel senso che situazioni con queste temperature sono tutt’altro che infrequenti nel mese di maggio. Quello che ci attende nel brevissimo futuro è ancora la persistenza di questa stabilità per qualche giorno, direi una metà circa della prossima settimana ancora e poi, dovrebbe arrivare una dimunzione abbastanza consistete della temperatura”.

Nessun allarme rosso, quindi. Ma cosa rispondere a chi, legato alle credenze popolari, parla già di estate tropicale?

“Il fatto che dopo un inverno difficile dal punto ti di vista delle precipitazioni, come quello che è stato quest’anno, debba per forza arrivare un’estate calda, non ha nessun fondamento scientifico; tantomeno siamo nella possibilità, con gli strumenti che abbiamo adesso, di dare indicazioni particolamrmente attendibili sull’eveoluzione sulla prossima stagione estiva”.

E se parliamo di falsi miti, non resta che sfatare il luogo comune per eccellenza. Le mezze stagioni ….

“Mi viene un po da sorridere, perchè nella realtà dei fatti queste esistono eccome. A volte sono più lunghe, a volte sono più contratte. L’unica cosa che possiamo dire è che il clima non ha certamente un’evoluzione che è paragonabile con la percezione la memoria dell’uomo”.

(Articolo pubblicato il 22.05 su Radio24 – ISole24Ore)

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Lunedì mattina. Zona Porta Venezia. Uno dei centri nevralgici del capoluogo lombardo. Tra le strade e nei negozi è un continuo via vai di persone. Qual è la loro esperienza quotidiana. L’Italia è o no un Paese multiculturale?

– Sì, ci sono ormai tutte le razze, penso che sia multietnica.

– Ma sì. Se guardiamo poi in queste zone, lo viviamo proprio tutti i giorni. Noi abbiamo qui l’ufficio per cui, quando si passa in queste vie, si vedono persone dell’Eritrea della Somalia. Hanno un modo di vivere molto diverso dal nostro ma fastidio non lo danno. A me piacerebbe che lo diventasse ancora di più.

– Sì. In questo quartiere sì almeno. Ci sono parecchi negozi e ristoranti di immigrati. Poi, molti ristoranti sono frequentati da tutti, non solo dalla nazionalità del ristorante. E’ carino, a me piace.

Don Giorgio Riva, la realtà in cui lei vive è una realtà multietnica?
– Sì, è ampiamente multietnica. Con splendidi esempi di convivenza e anche, purtoppo, molte tensioni. C’è un trattamento talora non buono da parte dei nostri nei confornti degli immigrati .

Cosa si sentirebbe di rispondere al premier Silvio Berlusconi che ieri ha affemrato: “non volgiamo un’Italia multietnica”:
– Che è già una realtà e che non si può andare contro la storia. Piuttosto occorre usare intelligenza per viverala bene.

Ma anche all’interno della stessa città la questione della presenza dei cittadini stranieri può essere vissuta in modo molto diverso. Dal quartiere Porta Venezia, a via Padova…..

C’è il ristorante Tokio, la polleria El Carajo, venditori di kebab ad ogni angolo. In via Padova, a Milano, il groviglio di generi e razze è vita comune. Quotidianità che affonda le sue origini nella tradizione e nella storia. Cosa ne pensano le persone che frequentano questa via del multiculturalismo, e come lo vivono?
– Sembra di essere in un quartiere arabo di Bagdad. Non mi dispiace…

– Io sono nato proprio in questo rione qui. E cosa vuoi fare: ormai siamo noi gli estranei.
Ma quali sono i problemi principali in questa via?
– E’ che scippano, questo è logico. Io sono stato scippato. In tre ci hanno scippato ugualmente. Portano via i documenti e tutto.

– Ho un badante in casa. E quando arriva dice: “che roba!!! …. Litigavano!!”. Ma cosa c’è in via Padova? Bottiglie dappertutto….

– Non ho problemi di rapporti. C’è solamente qualche esagerazione rispetto ai negozi di distribuzione degli alimentari che, di fatto, divengono dei bar all’aperto, con capannelli di persone molto spesso alticce. Sono un problema forse per le donne la sera…

– C’è paura di uscire perchè c’è tanta gente è in giro. Ma non degli italiani, stranieri come noi! In questa via io ogni tanto vedo che ci sono gruppi di uomini che fanno confusione. Che mancano di rispetto….alle donne…

(Reportage trasmesso in due puntate su Radio24 – IlSole24Ore)

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Che Ryanair usasse l’attualità politica per pubblicizzare le sue tariffe non è certo una novità. Nel 2007 era toccato a Valentino Rossi. La pubblicità che ritraeva il volto del campione del motociclismo recitava: Ritorno a casa con Ryanair…e devo solo pagare le tasse!”. Neanche un anno dopo la compagnia irlandese si servì dell’ormai famoso dito medio di Umberto Bossi per protestare contro gli aiuti statali ad Alitalia. Oggi il tema in agenda è decisamente un altro: le Europee e la candidatura delle veline. Ed ecco la risposta della compagnia irlandese. Sullo sfondo giallo campeggia la scritta: Vola anche tu in Europa” . A sinistra, un simil-Berlusconi, in polo sportiva e coppa di champagne in mano, che, circondato da cinque graziose fanciulle dice loro: “Ma certo.Vi porterò tutte in Europa!”. Non una foto, questa volta, un disegno. Niente di più che un’ allusione. Forse la compagnia vuole evitare possibili contenziosi. Come quello che ha dovuto affrontare lo scorso anno per aver pubblicato una foto di Carla Bruni e Sarkozy. Una volta che Ryanair ha tralasciato gli affari italiani, per rivolgere lo sguardo sulla Francia, ha dovuto sborsare 60 mila euro di risarcimento.

(Articolo trasmesso il 12.05 su Radio24 – IlSole24Ore)

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Immaginate di essere soli, in un atollo incontaminato della barriera corallina, Di fare immersioni, escursioni, quando volete. Quante volte volete. Di avere come unico compito quello di prendere il sole, aggirarvi fra i boschi, esplorare i fondali marini e aggiornare un blog, una volta a settimana. E per questo, solo per questo, guadagnare 150.000 dollari americani, circa 75.000 euro. State pensando che tutto ciò sia impossibile, sopratutto in un periodo di crisi economica che rosicchia anche le vacanze low cost? Non per Benn Southall, un britannico 34enne che ha vinto il concorso ” il miglior lavoro del mondo”, concorso indetto dall’ufficio del turismo del Queesland, un piccolo stato dell’Oceano Pacifico sotto la giurisdizione australiana e pubblicizzato dai quotidiani di 21 Paesi. Per sei mesi di, chiamiamolo pure lavoro, Benn Southall avrà l’onere e l’onore di rilanciare il mercato turistico dell’isola di Hamilton, promuovendone l’immagine attraverso il sito web. Southall, che lavora nel campo del volontariato, si è distinto per capacità interpersonali e particolare attitudine all’avventura, battendo così i 15 finalisti dei 34.000 partecipanti al concorso. Nessun italiani in finale. Un pizzico di invidia spingerebbe a dire: cosa importa, a noi piace guadagnare con sudore!

(Articolo trasmesso il 6.5 su Radio24 – Il Sole 24 Ore)

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Prendi la composizione del prodotto: aggiungi un pizzico di omega 3, togli un grammo di grasso e prometti risultati miracolosi. Non è una formula di stregoneria, piuttosto l’abitudine di alcune imprese europee a falsificare le etichette dei loro prodotti. L’Efsa, l’autorità  europea per la sicurezza alimentare ha esaminato le diciture di 57 etichette. In particolare di quelle che danno indicazioni sulla salute dei bambini e sulla prevenzione del rischio di malattie.  L’81% risulta essere falso. Probabilemente, spiega l’Efsa, perchè frutto di studi di scarso valore scientifico. Tra le aziende accusate di diffondere fasulle informazioni spuntano  nomi illustri:Ferrero che promette con le sue barrette Kinder di aiutare la crescita.  O Elancyl Global Siluette che asseconda, inutilmente,  i sogni di chi vuole perdere peso.  Un altro mito da sfatare: quello che cibo della Plada (ex Plasmon)  riduca le coliche dei bambini. Entro luglio l’Efsa renderà noti altri 1000 pareri. Sarà poi la Commissione Europea a decidere se o come censurare i messaggi falsi o incompleti.

 
(Articolo trasmesso il 6/5 su Radio24 – IlSole24Ore)

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