Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for dicembre 2009

Cantiamoci su

Emanuele Filiberto a Sanremo. Canterà Italia amore mio. Masini riproporrà con qualche variante un vecchio pezzo che gli portò fortuna: il Duomo Volante.

Annunci

Read Full Post »

La storia, è vero, si ripete. Ma mai in modo identico. Così anche nel viaggio di ogni mattina c’è un sapore sempre diverso. Un po’ dipende da come ti svegli, da chi incontri. Dall’umore. Se la macchinetta legge l’abbonamento ai tornelli della metro è già un buon motivo per sentirsi soddisfatti. Poi, mi siedo, apro il giornale e, come un ritornello, la mia storia si ripete.

So che arriverà, non quando ma sono certa che entrerà. Leggo, e poi, magari me ne dimentico pure. Ed entra. Non da solo, sono sempre in tre. Li sento già da fuori e posso prevedere con ottimi risultati come saranno vestiti. Come il giorno prima, e prima ancora. E prima. La musica è la stessa, di ieri, del giorno precedente. E’ come un fotogramma in movimento. Come un cd in loop.

Chitarra, violino, fisarmonica. Una melodia che ha un che di europa dell’est e che dura il tempo di due fermate, quasi fosse registrata. Lui suona e mi guarda sempre. Alto, altissimo, moro, scurissimo, con delle orecchie talmente pronunciate che è difficile concentrarsi sugli occhi o sul sorriso. Ci casca proprio l’attenzione su quella specie di megafoni incorporati. Però lo rendono simpatico.

Ci capiamo. Ci sorridiamo. Ogni mattina ci aspettiamo a vicenda. Ogni giorno il misterioso musicista metropolitano dà un sapore diverso al mio viaggio. A volte si siede davanti a me, altre resta in piedi, altre ancora smette di suonare per un po’ e canticchia sempre il solito motivetto che mi si aggrappa ai pensieri almeno fino all’ora di pranzo.

A volte gli metto in mano una moneta, a volte no. Spesso neanche si avvicina a chiedermela.
Quando i suoi compagni scendono, lui resta fino a che le porte non iniziano a muoversi. Ho sempre il timore che un giorno ci resti incastrato. Il suo ciao è sempre diverso. La metro riparte e io già penso: chissà domani come mi saluterà.

Read Full Post »