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Posts Tagged ‘giannini’

Si è fatto un gran parlare del “fenomeno Grillo”, “Ciclone a 5 stelle”, voti di protesta, “Boom” e populismi, exploit e antipolitica; Napolitano che dice di “non vedere”, il comico che risponde con gelide freddure urlate a raffica, per strada, su internet. Si è fatto un gran parlare di Comici e saltimbanchi delle amministrative, di elezioni come banchi di prova su palchi strappa applausi. Si è continuato ad associare, come da ormai circa 5 anni, il Beppone “che non le manda a dire” (e che a volte se non spesso ne partorisce pure di eccessive – vedi l’ultima sparata su Equitalia: “chiuderla domani”) a quel Giannini degli anni postfascisti in realtà così distante dall’urlatore sovrappeso, sudaticcio, e brizzolato dei giorni nostri. Distante, tranne forse che per il suo antico e celebre motto:”ci avete rotto le scatole”. Che poi, diciamocela tutta, al giorno d’oggi allora siamo tutti un po’ Giannini. E invece, ancora una volta, il Grillo è diventato simbolo del “qualunquismo”, “populismo”, “antipolitica”. E questo perchè? Perché al Pdl, uscito con le ossa rotte e i nomi dei candidati sulle schede intonsi, fa comodo sostenere la tesi che abbia vinto il voto “della pancia del paese insoddisfatta”,  “la protesta”, “la non – politica”  o meglio  il Giannini del 2012 (a cui in fondo, mentre dichiarano di interrogarsi sul perché degli umori del paese, augurano lo stesso successo politico, cioè zero). Alla sinistra, centro sinistra, insomma a quella marmaglia informe che va da Vendola a Bersani, da Veltroni a D’alema toccando a volte i centristi ma non tutti, a loro invece fa comodo dichiarare vittoria, sottovalutando o almeno ridimensionando il “fenomeno del movimento stellare”. Illusi. Perché forse pensano ancora che Grillo sia solo uno spauracchio di rigurgiti antichi, sia quel clone populis-qualunquista che conquista un sindaco, una piazza. e poco più. Grillo forse è anche questo. Grillo è forse solo questo. Ma oggi a Parma sulla poltrona di sindaco non c’è il “ciclone – clone di Giannini” o come tutti ormai l’hanno etichettato. Oggi su quella poltrona che pare così ingombrante per questo ragazzotto, c’è Federico Pizzarotti: una campagna elettorale costata quanto un’auto usata del 2005 e certo un dragone della battuta tagliente. Non c’è un comico. Ed è meglio così perché forse, non c’è neanche nulla da ridere. Non c’è una platea che aspetta la frecciatina “anti – Napolitano”, “anti – sistema”. Non si sentono grida e parole di troppo. Non c’è un uomo qualunque, ma un uomo normale.

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