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Posts Tagged ‘economia’

Apro Corriere.it e un flash in rosso campeggia in home: Bankitalia afferma  che nel 2012 sarà recessione. Pil a -1,5%. Neanche 10 ore fa il bollettino della Bce sprizzava fiducia da tutte le cifre: ripresa economica nel 2012 per i paesi dell’Eurozona. Un giorno in prima pagina leggi “la ripresa è vicina”, un giorno “siamo ancora nel pieno della crisi”. E’ la schizofrenia incontinente di chi  legge numeri come un oracolo, le cifre come segni quasi divini e le riassume in frasi spot,  in premonizioni spesso sconfessate dai dati del giorno dopo. Un calderone evanescente di economia semplificata. Moody’s declassa tutti da una parte, lo spread cala dall’altra.  Un miscuglio di dichiarazioni contrarie. La Grecia crolla, la Grecia ce la fa. “Non si può scendere così in basso”, “il peggio deve ancora venire”.  “La recessione del nostro paese sarà lunga”- ha detto De Benedetti. “La ripresa sarà nel 2013” – riferisce Visco. E ogni tanto, a intervalli più o meno regolari, spunta Napolitano: esce come da un orologio a cucù, chiede coesione sociale e torna dietro gli ingranaggi.  “L’Italia può farcela da sola”,  ha detto il presidentissimo,  “l’Italia non può farcela da sola” si mormorava ai piani alti dell’Fmi. Io non so se qualcuno può farcela a capirci qualcosa. Più che di slogan o di cifre sciorinate a vantaggio della tesi che si sponsorizza (disgrazia o resurrezione) forse avremmo bisogno almeno di sembrare un po’ più pacati e coerenti. Siamo tutti un po’ più poveri, siamo sempre più disoccupati, siamo ancora più precari. Siamo stanchi. Delusi. Arrabbiati.  Forse non abbiamo bisogno di inconciliabili slogan sul futuro urlati a rullo continuo. Che poi, sul fondo del barile, rimbombano di più.

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Tra poche ore l’America e il mondo intero conosceranno il nome del nuovo Presidente. Chi guiderà gli Usa per i prossimi quattro anni? Una scelta che in un modo o nell’altro cambierà sicuramente qualcosa della politica americana. Quanto meno quella degli ultimi otto anni. Vediamo in che termini, rispolverando brevemente i punti salienti dei programmi dei due candidati


Economia:

Obama: ha l’obiettivo di risollevare la middle class. Al primo punto dell’agenda il rilancio dei consumi attraverso sgravi fiscali ai cittadini e investimenti nei lavori pubblici. Aliquote aumentate per coloro che guadagnano più di 250mila dollari all’anno.

McCain:sostiene che se si ferma il crollo del valore immobiliare si ferma la crisi americana. Al centro del suo piano, quindi, la promessa di stabilizzare il mercato immobiliare. 250 miliardi dollari da stanziare per far fronte al problema dei mutui insolventi.

Obama: La riforma della sanità prevede copertura sanitaria per almeno 30 milioni di americani.

McCain: La sanità sarà ulteriormente privatizzata

Obama: Politica fiscale sarà leggermente redistributiva con il rialzo delle aliquote per i redditi più alti

McCain: meno tasse per tutti, incluse le grandi imprese e taglio delle spese pubbliche in molti settori

Ambiente

Obama: Pensa alle energie alternative come chiave dell’indipendenza energetica. Forte attenzione agli investimenti sulle energie rinnovabili. Obama vuole riaprire un negoziato internazionale sull’effetto serra. Obiettivo: la riduzione delle emissioni dell’80% entro il 2050

McCain: la politica energetica si fonderà sullo slogan “drill baby drill”(trivella , ragazzo trivella):il tentativo è quello di far raggiungere agli Usa l’indipendenza energetica attraverso il massimo sfruttamento dei giacimenti di petrolio e gas ancora disponibili sul territorio americano.

Politica estera e conflitti

Obama: è contrario alla guerra in Iraq. Il suo programma prevede il ritiro delle truppe entro 16 mesi (resterebbe un numero imprecisato di unità per l’addestramento dell’esercito iracheno e per far fronte a situazioni di emergenza)

McCain: è un sostenitore (anche se critico)della guerra in Iraq. Il suo programma prevede che le truppe restino nel Paese fino alla vittoria.

Obama: vuole rafforzare le truppe in Afghanistan

McCain: vuole rafforzare le truppe in Afghanistan ma è contrario all’intervento nei territori pachistani

Terrorismo

Obama: vuole chiudere Guantanamo. E’ contrario alla tortura ma non alla pena di morte per i terroristi colpevoli degli attentati dell’11 settembre. Non vuole che i terroristi siano giudicati dalle commissioni militari

McCain:Vuole chiudere Guantanamo. E’ contrario alla tortura ma allo stesso tempo sostiene l’incomparabilità di trattamento tra crimimali comuni e i terroristi. Questi ultimi, secondo il candidato repubblicano, non possono godere degli stessi diritti degli altri cittadini americani

(fonte: La Repubblica)

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