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Paralisi e motori

buon viaggio, paralisi. Migliaia di cinesi stanno respirando nuvole di smog,  strizzati come sandwiches in una coda di macchine lunga 100 km.  Pazienti aspetteranno ore e giorni con i loro motori a singhiozzi,senza poter tornare indietro. Qualcuno sa dirmi qual è la corsia preferenziale che ha trovato l’economia? Anche a noi, esperti delle inversioni a U, farebbe comodo…

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Telephone

Il  mio servizio sul nuovo video “Telephone” (Lady Gaga e Beyoncé)

http://video.mediaset.it/video/studioaperto/full/155972/edizione-ore-1225-del-19-febbraio.html#tf-s1-c1-o1-p3

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Servizio Bit Milano

Piccolo. Avrà avuto sì e no 4 anni. Seduto su una panchina, si guarda intorno e cerca approvazione negli sguardi innamorati dei genitori. Prima ne guarda uno, poi, testa all’insù, si gira verso l’altro e intanto agita le gambette penzoloni. Un bambino vivace. Curioso della vita. Ancora così indifeso. Ad un certo punto si immobilizza e fissa un punto preciso. Tira fuori il ditino dal calduccio della tasca punta l’indice esclamando: mamma, papà, quello è Berlusconi?
Credo che abbia indicato Formigoni e non ricordo neanche la risposta del padre. Ma non è certo questo l’importante.
Non so voi, ma io a quell’età mi esaltavo se durante il cartone animato, azzeccavo tutti i nomi delle tartarughe ninja.

Un vaccino è per sempre

Sono ancora quasi tutte lì, stipate negli armadietti, ammassate in scatoloni polverosi le 24 milioni di dosi di vaccino con l’A/H1N1, il virus che doveva far tremare il mondo e che invece finora ha svuotato solo portafogli.

In Italia si sono immunizzate solo 800 mila persone, equivalenti al 3% dei vaccini a disposizione.

Il popolo sta bene, le cure marciscono e Novartis, come era logico ipotizzare, ringrazia

Più che di questione morale, trattasi di questione mortale. Il Pd arranca, perde pezzi, si sfalda e si contorce. Il Pd agonizza in silenzio. I gemiti sono quelli di un Bersani che spiattella frasi fatte in grado di competere con il peggior dei “Ma anche” Veltroniani, mentre Vendola trionfa, e D’Alema soccombe nel suo feudo.
Lo stesso feudo che fu di Aldo Moro, e quindi, della rivoluzionaria idea delle convergenze parallele.
Eppure, pur sempre nell’inciucio di una politica corrotta e pornografica, qualche lezione il Pd continua a darla.
Delbono mentre si professa innocente pronuncia serafico e intimidito queste parole davanti ai suoi, attoniti:
“Non avrei ritenuto necessario dimettermi, ma la storia di questa città, fatta di senso civico, fa sì che a Bologna ci sia cultura diversa da altre città. Siccome i tempi per difendermi eventualmente in sede giudiziaria rischiano di avere ripercussioni negative sulla mia attività di sindaco, ho deciso in piena coscienza che rassegnerò le dimissioni dalla carica di sindaco”.
Delbono lascia, è l’ultimo masso della frana in corso, ma lascia. La cosa triste è che agli occhi dei cittadini che credono nello Stato questa pare uno sporadico esempio di civismo. Invece che un dovere istituzionale.

Il Pd affonda nelle sabbie mobili della questione mortale, ma almeno, con le ultime forze, si aggrappa a quel minimo di dignità che gli è rimasta.