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Una mimosa al giorno

Sulla scrivania, odore di mimosa. Odore di mimosa dentro le narici. Il pensiero corre ai tempi della scuola, a quando la trovavo sul banco. Dispettosa, mi divertivo a inziare la battaglia dei pallini gialli, e poi, di quel che rimaneva ne facevo un regalo: la impacchettavo alla meno peggio e la portavo alla mia mamma: arrivavo sventolandole il ramoscello sotto al naso, quasi fosse un trofeo. Per me era una festa. Era una festa vedere i suoi occhi illuminarsi. La mimosa per qualche giorno proseguiva la sua lotta per la sopravvivenza, dentro a un vaso blu, al centro del tavolo. Poi, appassiva, risucchiando il suo odore. Ma a me restava dentro le narici per giorni. Negli occhi lo sguardo di mamma, la donna a cui ogni giorno regalerei un fiore.

Ritardi e coincidenze

Mubarak ha lanciato un appello al dialogo con le opposizioni. Bersani:  richiesta fuori tempo massimo.

Che cosa ne rimane?

Pd, persino le primare sono diventate secondarie

Made in Italy

Paese che vai, zoccola che trovi (Lele Mora)

Paralisi e motori

buon viaggio, paralisi. Migliaia di cinesi stanno respirando nuvole di smog,  strizzati come sandwiches in una coda di macchine lunga 100 km.  Pazienti aspetteranno ore e giorni con i loro motori a singhiozzi,senza poter tornare indietro. Qualcuno sa dirmi qual è la corsia preferenziale che ha trovato l’economia? Anche a noi, esperti delle inversioni a U, farebbe comodo…

Telephone

Il  mio servizio sul nuovo video “Telephone” (Lady Gaga e Beyoncé)

http://video.mediaset.it/video/studioaperto/full/155972/edizione-ore-1225-del-19-febbraio.html#tf-s1-c1-o1-p3

min 24

Servizio Bit Milano

Piccolo. Avrà avuto sì e no 4 anni. Seduto su una panchina, si guarda intorno e cerca approvazione negli sguardi innamorati dei genitori. Prima ne guarda uno, poi, testa all’insù, si gira verso l’altro e intanto agita le gambette penzoloni. Un bambino vivace. Curioso della vita. Ancora così indifeso. Ad un certo punto si immobilizza e fissa un punto preciso. Tira fuori il ditino dal calduccio della tasca punta l’indice esclamando: mamma, papà, quello è Berlusconi?
Credo che abbia indicato Formigoni e non ricordo neanche la risposta del padre. Ma non è certo questo l’importante.
Non so voi, ma io a quell’età mi esaltavo se durante il cartone animato, azzeccavo tutti i nomi delle tartarughe ninja.

Un vaccino è per sempre

Sono ancora quasi tutte lì, stipate negli armadietti, ammassate in scatoloni polverosi le 24 milioni di dosi di vaccino con l’A/H1N1, il virus che doveva far tremare il mondo e che invece finora ha svuotato solo portafogli.

In Italia si sono immunizzate solo 800 mila persone, equivalenti al 3% dei vaccini a disposizione.

Il popolo sta bene, le cure marciscono e Novartis, come era logico ipotizzare, ringrazia

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