In molti penseranno che sia stata una mossa prematura. Che assegnare un premio sulla fiducia possa ritorcersi contro lo stesso insignito. Obama adesso è inevitabilmente costretto a dimostrare qualcosa. E subito. Un Nobel che è indirettamente una via per accelerare la costruzione della Pace che spesso, invece, ha bisogno di molto molto tempo e lavoro silenzioso. E’ arrivato dopo nove mesi di presidenza. troppo presto, forse.
Altri penseranno che dopo Bush, chiunque sarebbe sembrato un angioletto pacifista, diplomatico, conciliante e conciliatore. Certo, essere preceduto dal peggior Presidente della storia americana aiuta a costruirsi una reputazione solida. Basta fare davvero poco. E non si può dire che Mr Barack non si sia impegnato a sufficienza.
Altri ancora sosterrano che il Nobel abbia finalità politiche e che ci sono molte persone, sconosciute, che hanno incassato già grandi risultati a differenza del presidente Usa.
Non si può dare loro torto.
MA:
Barack, questo va riconosciuto, ha reimpostato le relazioni internazionali. Dialogo, rispetto, diplomazia. Ma anche fermezza sui principi e sui valori.
Dalla crisi degli ostaggi del 1979 è con Obama che Stati Uniti e Iran si sono riavviciate. I passi avanti fatti sul disarmo nucleare e sulla non proliferazione sono frutto di una capacità diplomatica con pochi precedenti. Obama ha smascherato l’Iran a Ginevra di fronte agli occhi del mondo. Ed è riuscito pochi giorni dopo a trattare sul dossier nuclaere, a strappare a Teheran la concessione di far accedere gli ispettori dell’Aiea nel nuovo sito di Qom. Un piccolo passo che significa un successo.
E poi, l’impegno sulla riduzione di Co2, la sstenibilità, l’attenzione alle fasce deboli del suo popolo, ma anche la fermezza in Afghanistan. Obama manda un messaggio al mondo: che una missione in un Paese, in alcuni casi, può avere una ratio che la giustifica. Che ci sono guerre e guerre. Che in Iraq doveva finire, che in Afghanistan no. Posizione anche discutibile ma che evidenza il suo pragmatismo e la capacità di tenere ferma una linea anche in situazioni di particolare tensione internazionale. Obama, nonostante la missione vada rivista, ha le idee chiare su cosa sia la guerra. e su cosa sia la Pace.
Se ne potrebbe discutere a lungo sull’opportunità di questa scelta.
Quello che mi auguro è che il riconoscimento non diventi un modo per dividere. Si chiama nobel per la pace. E tale deve rimanere.
Sotto, invece, una NOTA DI COLORE:
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Ogni tanto mi stupisco. Chi l’avrebbe mai detto che quei signori seriosi, incravattati e con le gambe sempre arricciate scomodamente sotto gli scranni del Palazzo, siano fonti inesauribili di contagiosa simpatia.
Così avvezzi alla battuta che persino le più pesanti offese diventano scintille per attivare i muscoli mascellari e sbrodolare ai microfoni barzellette e freddure degne dei più ricercati cabaret di provincia.
Eccoli qua i nostri rappresentanti della NAZIONE, quelli che noi, cittadini ed elettori (mal)pensanti abbiamo scelto affinché decidano su questioni di cui non potremmo occuparci, affinché scelgano cosa sia più “giusto” per il Paese e parlino al posto nostro.
Aspetta che lo riscrivo: li abbiamo scelti per parlare al posto nostro.
Chi, all’insulto di un ministro,Brunetta, che parla di “élites della sinistra per male che si contrappone alla sinistra perbene, e che per questo deve andare a morire ammazzata. Sinistra di merda”, risponderebbe “l’unica brunetta che merita rispetto è quella dei Ricchi e Poveri”? Bravo Franceschini. Tu sì che hai dimostrato di avere la battuta pronta, mica come quel rimbambito di Bersani.
Ma certo, Ferrero non vuole e non può essere da meno. Era un po’ che di lui non si sentiva parlare. Quale miglior viatico per tornare sul palco di una battutina a bruciapelo sul caso: “Brunetta ha un liguaggio fascista. Qualcuno gli faccia l’antidoping così si dà una calmata”. A mio giudizio, Franceschini batte Ferrero 10 a 0. Ma è la politica; il voto è personale, libero e soggettivo.
L’intervento in assoluto più divertente è stata quella del nostro amico Italo Bocchino, che, ha deciso così per diletto di parafrasare le parole del compare Brunetta, così come si fa per i grandi poeti del passato.
(in neretto le parole di brunetta)
B: “alla sinistra per male che sta preprarando un vero e proprio colpo di stato dico: vai a morì ammazzata”
Taduzione: “Brunetta ha semplicemente detto che ci sarebbe bisogno di una sinistra riformatrice, attenta al merito e alla produzione.
B: “ci sono compagni della sinistra per bene che sarebbero nati per altri scopi e invece si fanno condizionare da questa élite di merda delle cattive banche, della cattiva finanza e dei cattivi giornali”
Traduzione: “In Italia la sinistra difende privilegi, assistenzialismi e sprechi”.
Vedi la differenza con quel noioso di Massimo Donadi che cerca di metter fine all’Humor – match: “Brunetta, sarà una risata che ti seppellirà”.
Ogni tanto mi stupisco. Ma poi, ci arrivo. Sai che barba sarebbe sentir parlare persone serie, con linguaggio serio, con progetti seri, con idee serie.
Perlomeno, anche nella merda chiamata in causa dal nostro Brunetta, c’è sempre un motivo per riderci su.
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A Ballarò il direttore de L’Unità, Concita De Gregorio, ha appena detto che Berlusconi rappresenta il portere dei soldi contrapposto alle idee e alle opinioni della sinistra. Pochi minuti prima il ministro dell’economia Giulio Tremonti ha chiesto all’esponente del Pd Pierluigi Bersani cosa lo distingue intellettualmente da Dario Franceschini. Bersani non ha risposto.
Uno a zero per il potere dei soldi.
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Riporto le affermazioni del consigliere della Rai, Giorgio Van Straten, dopo i dati di ascolto di ieri sera: «Solo il 13,5% degli spettatori italiani ha guardato lo show di Silvio Berlusconi presentato da Bruno Vespa: un flop clamoroso, forse la peggiore performance di RaiUno nell’anno. Così la scelta del direttore generale Mauro Masi si è rivelata non solo inaccettabile sotto il profilo del pluralismo informativo e del buon giornalismo, ma anche completamente sbagliata rispetto agli interessi dell’azienda, come era facilmente prevedibile e anche io avevo previsto. Mi auguro che questa vicenda sia di insegnamento e che da oggi, nell’interesse del paese e della Rai, i giornalisti tornino a fare i giornalisti e i dirigenti a dirigere l’azienda con autonomia ed efficienza».
Ce lo auguriamo tutti.
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Che stasera slitti la puntata di Ballarò è palesemente un atto che mina alle fondamenta il pluralismo all’interno delle stessa tv pubblica. Ma che anche Matrix, cioè canale5, si ammutolisca per far spazio all’unica voce pensabile e ascoltabile è davvero paradossale. La tv di Berlusconi che si zittisce per far posto alla rete che stasera (e spesso) ospita Berlusconi. Mah. Quando mai si è sentito che un programma non va in onda per “problemi tecnici”. Grazie Alessio Vinci, ma almeno io, non ci credo neanche un po’. A questo punto, sputtanamento per sputtanamento perchè non fare un bel programma Rai1 – Canale 5 – Rai3 a reti unificate. Forse Mauro Masi non ci ha pensato in tempo.. Eppure questa soluzione metterebbe tutti d’accordo – forse non i giornalisti di Rai3, ma chissenefrega, quelli si lamentano sempre, no? – e non ci sarebbe neanche bisogno di trovare film polverosi da riproporre in modo da far convogliare tutti gli spettatori nelle mani di Vespa. A me va bene tutto, basta che poi non ci vengano a dire che parlare di Raiset è tutta una congettura montata ad arte e fuori da ogni logica mediatica.
A me va bene tutto, tanto stasera guardo la Champions. E non il Milan.
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Leggo su Repubblica di oggi: “In quanti nel Pdl sarebbero disposti a sostenere un governo di emergenza istituzionale?” La tabellina sulla quale Pier Ferdinando Casini ha fondato il suo avvertimento è molto chiara: conta su 216 deputati del Pd, 36 dell’Udc, 50 dissidenti targati Pdl.
Non so voi, ma io delle elementari ho molti ricordi. Il più nitido è quello della maestra che ripete e ripete: “Non si possono sommare chili a litri, somari!!!”
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Potrebbe essere stato un colpo di sonno del ragazzo alla guida, a far sbandare l’auto che si è poi rovesciata più volte finendo in un fossato. Nell’incidente, avvenuto intorno alle 4 di questa mattina , in provincia di Verona, dei cinque ragazzi che si trovavano all’intero della macchina, tre hanno perso la vita e due sono rimasti gravemente feriti. Adesso sono ricoverati entrambi a Verona, uno è in reparto di rianimazione, ma non sarebbero in pericolo di vita. I giovani, di età compresa tra i 19 e i 21 anni, stavano tornando a casa, dopo una serata in discoteca. Con questo episodio salgono a 16 le vittime della strada. Ieri, in una giornata di traffico intenso, altri due gravi incidenti: tre persone sono morte nel barese, in seguito a uno scontro tra una motocicletta e una mercedes. Nel Sannio, in provincia di Benevento, un’intera famiglia, composta da madre padre e figlia di 13anni, ha perso la vita nell’impatto tra la loro auto e un tir.
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La Sardegna inizia a bruciare nel primo pomeriggio di ieri. In poche ore, tranne Cagliari e Ogliastra, gli incendi, almeno 15, si propagano in tutte le province della regione. E’ il giorno della commemorazione dei morti del rogo di Curraggia del1983. Una coincidenza che secondo l’ assessore alla Difesa dell’Ambiente della Regione, Giorgio Oppi, non è fatalità ma una calcolata strategia di azione. Anche se la forestale conferma la natura dolosa di moti roghi, non si conoscono ancora le cause. Quello che si può raccontare è lo scenario dell’inferno di fuco di queste ore: alle 19 di ieri, la conferma che nel sassarese due persone erano morte. Un pastore, che cercava di mettere in salvo il gregge,e un contadino, semiasfissiato dal fumo e colti da infarto mentre difendeva casa e podere. Decine gli intossicati, case abbandonate, più di 10 mila ettari di terreno divorati dalle fiamme. A Capo Pecora 200 bagnanti rimangono intrappolati sulla spiaggia di Scivu. Poco lontano, i 200 detenuti del carcere di Is Arenas, in provincia di Cagliari sono trasferiti sul litorale. A peggiorare la situazione la forte ondata di caldo, che in provincia di sassari sfiora addirittura i 46 gradi. Da questa mattina all’alba un esercito di 1.500 uomini, tra vigili del fuoco, Corpo forestale, Ente foreste e volontari, è in azione per fronteggiare un’altra giornata di emergenza. Ci dicono che ormai quasi tutti gli incedi sono domati, che non ci sono più pericoli per abitanti e turisti, ma che il vento è cambiato, e che in queste ore la temperatura salirà ancora.
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Altro che influenza. Qui si rischia la pazzia, che è cosa ben peggiore. Ormai da giorni mi sto occupando del virus AH1/N1, che qualcuno si ostina ancora a chiamare suina, anche se, è bene ribadirlo, poveri maiali, con la rapida diffusione della malattia, non c’entrano proprio niente. Ormai, come dicevo, da giorni mi sto occupando dell’argomento e confesso che non mi stupisce neanche un po’ la “psicosi” collettiva (come l’ha chiamata oggi La Repubblica) da rischio pandemia. Invece, a quanto pare, stupisce i giornalisti, stupisce i politici e i centralini del numero verde 1500, letteralmente preso d’assalto dalle richieste di informazioni più disparate. Certo, che le persone telefonano, poverette. Destinatari incolpevoli dei messaggi schizofrenici che le istituzioni e i media silurano contro la loro componente ipocondriaca.
A raccontarli, questi ultimi giorni, viene da ridere.
E’ allarme pandemia: in Italia si stimano 4 milioni di persone contagiate entro maggio 2010.
Il viceministro della Salute Ferruccio Fazio apre all’ipotesi di un rinvio dell’apertura delle scuole a settembre per evitare un contagio pandemico.
Il ministro dell’Istruzione Maria Stella Gelmini smentisce l’ipotesi e invita a non creare allarmismo.
Fazio fa retrofront: dice che non è stata ancora presa una decisione.
La Gelmini conferma le parole di Fazio e la stretta collaborazione tra i due ministri.
Il ministro della Pubblica Amministrazione Renato Brunetta interviene a Rtl invita a stare tranquilli e dice: assolutamente sì. E’ sicuro: le scuole riapriranno normalmente.
Fazio ribadisce che l’apertura delle scuole potrebbe essere rinviata. Ma sarebbe una soluzione da valutare solo nel caso in cui si verificasse un contagio pandemico. E comunque la decisione non potrà essere presa prima di agosto.
Fazio afferma che il vaccino probabilmente sarà pronto entro ottobre e afferma che il virus è comunque più debole delle classiche influenze stagionali.
Il ministro del Welafare Maurizio Sacconi afferma: qualsiasi allarmismo è ingiustificato. La situazione non va sottovalutata ma neanche sopravvalutata. Soltanto controllata.
I giornali e telegiornali nazionali monitorano il rientro dei 19 dei 46 ragazzi della scuola Dè Andrè di Peschiera Borromeo che avevano manifestato sintomi influenzali. Vengono più volte intervistati.
Il ministro del Welfare Maurizio Sacconi torna a ribadire che in Italia la situazione è sotto controllo.
Dal Ministero della Salute viene riattivato il numero verde 1500 per fornire tutte le informazioni utili sull’influenza. Il servizio va in tilt per il sovraccarico di telefonate.
In Gran Bretagna, il paese europeo più colpito dal virus con oltre 10,600 casi accertati due compagnie aree decidono di negare l’imbarco a chi mostra i sintomi dell’influenza.
L’Oms fa sapere che non condivide tale misura.
In Italia non vengono attuate restrizioni per i passeggeri perché secondo L’Organizzazione Mondiale della Sanità il paese non è a rischio.
Interviene il Ministro degli Esteri Franco Frattini che sostiene che “non possiamo diffondere allarmismi”.
Arriva la conferma dall’Istituto superiore della Sanità. Il vaccino sarà pronto a ottobre. Saranno vaccinati per primi anziani e neonati. In precedenza Fazio aveva dichiarato che: entro la fine dell’anno saranno 8,6 milioni gli italiani vaccinati contro il virus della nuova influenza. Si trattera’ dei lavoratori dei servizi essenziali (sanita’, vigili del fuoco e polizia) e di soggetti under 65 con malattie croniche e a rischio.
Il quotidiano della Cei, Avvenire titola un editoriale: «Dal viceministro Fazio parole in libertà». Si accusa il governo di mandare messaggi confusi e contraddittori.
«È chiaro- si legge nel pezzo- che la stonatura di Fazio esige non soltanto il richiamo all`ordine del medesimo, ma una correzione di rotta generale, ossia l`adozione e il rispetto da parte dell`intero esecutivo di una strategia comunicativa all`altezza dei bisogni, che sono molti e crescenti, del Paese. Sarebbe desiderabile, anzi doveroso – ha proseguito il giornale della Cei – che l`esecutivo si rivolgesse ai cittadini con una sola voce».
Fazio replica: “non ho mai parlato della possibilità di rinviare l’apertura delle scuole a causa della pandemia, ma ho solo spiegato che in un piano pandemico non si può escludere. Il governo è sempre stato unito e compatto nelle comunicazioni”.
L’Oms diffonde i dati sulla nuova influenza: 125 mila le persone contagiate (si stima che siano di più), 700 le vittime.
La diffusione del virus, secondo l’Oms, rende possibile la pandemia. L’Oms sostiene che il rinvio dell’apertura delle scuole potrebbe essere una soluzione positiva.
L’Oms suggerisce di non riportare ogni caso di contagio, dato la scarsa aggressività del virus e la veloce diffusione della malattia.
I giornali e telegiornali riportano la notizia di un giovane cittadino di Adria(Rovigo)contagiato, al suo rientro dall’Inghilterra.
Il ministro del Welfare Sacconi al question time alla camera afferma: Non solo gli anziani e i neonati: la vaccinazione contro l’influenza “A” verra’ estesa con tutta probabilita’ anche ai giovani fino a 27 anni, in tutto 15,4 milioni di italiani.
Il vaccino sarà somministrato a partire da gennaio 2010.
Sacconi ha anche smentito dissensi nel governo sulla questione della riapertura delle scuole, dopo l’ipotesi di proroga avanzata nei giorni scorsi dal viceministro Fazio.
Articolo in attesa di aggiornamento….
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